Messaggio Anguera 5905 commentato alla luce della Divina Volontà
Questo passaggio mette in luce l'atto d'amore supremo che segna il passaggio di Gesù dal mondo al Padre, ma con una modalità che rivoluziona la storia umana: la permanenza reale.
Ecco alcuni punti chiave per commentare queste parole:
L'Eclissi evitata: Definire Sacerdozio ed Eucaristia come "pilastri", senza i quali l'umanità sarebbe nelle "dense tenebre" significa riconoscere, che la Chiesa non è un'organizzazione filantropica, ma un organismo vivo che riceve luce e calore solo da questi due canali.
Senza l'Eucaristia, il mondo sarebbe spiritualmente "ghiacciato".
La Promessa mantenuta: "Rimanere con la Sua Chiesa per sempre" non è una presenza vaga o ideale.
Il messaggio specifica "Corpo, Sangue, Anima e Divinità", richiamando il dogma della Presenza Reale.
Gesù non ci ha lasciato un ricordo, ma Sé stesso, annullando le distanze temporali e spaziali tra il Cenacolo e noi.
L'ombra del tradimento: Il riferimento a Giuda, "che non era più con noi", serve a ricordare che la vicinanza fisica a Gesù e ai suoi misteri non garantisce automaticamente la salvezza.
È un monito sulla libertà umana: si può essere presenti all'istituzione del dono più grande, eppure decidere di restare fuori dalla comunione dei "prescelti".
La Luce dell'Incarnazione continua: L'arrivo di Gesù ha portato "una grande luce".
L'Eucaristia è l'estensione di quella luce nel tempo. Ogni celebrazione non è un nuovo evento, ma l'attualizzazione di quel "momento benedetto" che continua a nutrire e incoraggiare, chiunque si accosti con cuore sincero.
In sintesi, Maria ci invita a guardare al Giovedì Santo non come a un evento del passato, ma come alla sorgente perenne che sostiene il cammino dell'umanità, esortandoci alla gratitudine per un Dio che ha scelto di non lasciarci mai soli.
Negli scritti di Luisa Piccarreta, la Santa Comunione non è solo un incontro tra l'anima e Gesù,
ma un esperimento di Vita Divina. Quando ricevi il "Corpo, Sangue, Anima e Divinità" nel Suo Volere, accade qualcosa di prodigioso che trascende il Sacramento stesso.
Ecco come agisce la Divina Volontà in quel momento solenne:
1. Il "Bacio" tra le due Volontà.
Gesù spiega a Luisa che, quando l'anima comunica nel Suo Volere, la sua volontà umana si fonde con quella Divina. Non è più solo l'uomo che riceve Dio, ma è Dio che riceve Se stesso nell'anima.
La Divina Volontà agisce come un "terreno divino" che accoglie il seme dell'Eucaristia, permettendo a Gesù di sentirsi "a casa Sua" e non in un ambiente estraneo o limitato dalle miserie umane.
2. La Moltiplicazione della Vita di Gesù.
Mentre nelle specie sacramentali la presenza di Gesù dura solo finché il pane non si consuma, nell'anima che vive nel "Fiat" la Divina Volontà fissa quella Presenza.
Il Volere Divino prende gli atti dell'anima (il respiro, il battito, l'amore) e li trasforma in "nuove ostie" viventi. In questo modo, Gesù non "se ne va" dopo la comunione, ma continua a vivere, respirare e amare nell'anima, trovando in lei un'estensione della Sua stessa Umanità.
3. Il "Ricambio" d'Amore.
Ricevere Gesù nel Suo Volere permette all'anima di dargli il "Ricambio Divino".
Gesù soffre quando riceve dalle anime un amore piccolo e umano. Ma se tu comunichi nel Suo Volere, tu gli offri l'amore del Padre, lo Spirito Santo e la purezza di Maria.
La Divina Volontà agisce come un amplificatore: trasforma il tuo piccolo "grazie" in un ringraziamento infinito, che ripara per tutti coloro che lo ricevono con freddezza o sacrilegio.
4. L'Anima diventa "Tabernacolo Vivente".
In quel momento, la Divina Volontà non si limita a purificare l'anima, ma la "divinizza".
Gesù dice a Luisa che chi comunica nel Suo Volere "ruba" tutto ciò che è di Gesù: la Sua santità, la Sua luce, la Sua gloria. L'anima diventa un tabernacolo non di pietra, ma di carne e spirito, dove la Trinità intera trova il Suo riposo e la Sua gioia.
In
sintesi:
Quando ricevi
l'Eucaristia nella Divina Volontà, non sei più tu che mangi il
Pane, ma è il Fiat che ti mangia,
assorbendo la tua umanità per trasformarla in Divinità.
È il momento in cui la terra e il Cielo si fondono realmente in un unico Atto d'Amore.
Questo passaggio è un potente richiamo alla mistica del quotidiano, e alla responsabilità dei fedeli verso il tesoro dell'Eucaristia.
Maria qui sposta l'attenzione dall'evento storico del Cenacolo alla realtà perenne dei nostri tabernacoli.
Ecco i punti focali per un commento spirituale:
La Luce "Invisibile" ma Reale: Il messaggio squarcia il velo delle apparenze.
Ci dice che ogni Messa non è una "rappresentazione", ma un evento cosmico dove il Cielo si apre. L'espressione "discende una luce immensa" ci invita a un atteggiamento di adorazione profonda:
se vedessimo con gli occhi dell'anima ciò che accade sull'altare, rimarremmo folgorati dalla gloria di Dio. L'Eucaristia come Sostegno e Presenza:
L'invito a "rimanere sempre in Sua Presenza" suggerisce che Gesù nel Tabernacolo non è un prigioniero solitario,
ma la fonte di energia per la nostra giornata.
Maria ci ricorda che il nostro sforzo deve essere quello di mantenere il cuore orientato a Lui, trasformando la nostra vita in una preghiera continua.
La Missione della Difesa: Definire la presenza eucaristica come una "Verità non negoziabile", è un monito contro il relativismo. Maria chiama i figli a diventare scudi umani e spirituali attorno a Gesù. Difenderlo significa credere fermamente nella Sua Presenza anche quando il mondo la deride, o la Chiesa stessa sembra attraversare momenti di confusione.
La Promessa nella Tempesta: Il richiamo ai "tempi difficili" non deve incutere timore, ma vigilanza.
La fedeltà richiesta non è un atto di eroismo isolato, ma una perseveranza nell'amore.
La salvezza è promessa a chi, nonostante le tenebre esterne, mantiene accesa la lampada della fede davanti al Tabernacolo.
In sintesi, Maria ci affida un mandato: essere custodi della Luce.
Ci esorta a non abituarci mai al miracolo dell'Eucaristia, e a vivere ogni celebrazione con lo stesso stupore del primo Giovedì Santo.
Negli scritti di Luisa Piccarreta, la "luce immensa" che discende sulle specie durante la Messa non è solo un fenomeno visivo spirituale, ma è il Fiat Divino in atto che investe il creato. Quando un’anima assiste alla Messa nel Divino Volere, l'effetto di questa luce si moltiplica in modo sbalorditivo.
Ecco come la Divina Volontà spiega questo effetto:
1. L'Anima diventa "Specchio della Luce".
Mentre per molti la luce della consacrazione resta "esterna" o nascosta, nell'anima che vive nel "Fiat" questa luce trova un vuoto d'amore pronto ad accoglierla.
L'anima diventa come uno specchio cristallino che riflette quella luce immensa in tutta la Creazione.
Gesù spiega a Luisa che un solo atto fatto nel Suo Volere durante la Messa, dà a Dio più gloria di tutte le Messe celebrate senza questa intenzione, perché è un atto che contiene la luce dell'infinito.
2. La Bilocazione della Vita di Gesù.
La luce che discende sulle specie ha il potere di bilocare la Vita di Gesù. Se tu sei nel Divino Volere, quella luce non scende solo sull'altare, ma scende in te. Gesù si forma in te come si forma nell'Ostia.
L'effetto è che non assisti più alla Messa come spettatore, ma diventi parte dell'Ostia stessa.
La luce fonde la tua volontà alla Sua, rendendo il tuo sacrificio uno con quello di Cristo.
3. L'Effetto "Sole" per l'Umanità.
La luce che discende durante la celebrazione è un Sole che vorrebbe illuminare tutti.
L'anima nel Divino Volere agisce come un diffusore: prende quella luce immensa e, con la forza del "Fiat", la proietta su ogni creatura passata, presente e futura. In questo modo, l'effetto della Messa non resta chiuso tra le pareti della chiesa, ma la luce raggiunge i moribondi, i peccatori e le anime del Purgatorio, portando a tutti il calore della Redenzione.
4. Il Nutrimento della Volontà Divina.
Per chi vive nel Volere Divino, quella luce è il cibo della Volontà. Come il corpo ha bisogno del pane,
la Volontà Divina nell'anima ha bisogno della luce eucaristica per crescere e dominare l'umanità della creatura. Ogni Messa celebrata e ascoltata nel "Fiat" aggiunge gradi di luce divina all'anima, rendendola sempre più simile a Gesù.
In sintesi: Assistere alla Messa nel Divino Volere significa permettere a quella "luce immensa", di non fermarsi al pane e al vino, ma di investire l'intera Creazione attraverso di te.
Tu offri a Gesù non solo il tuo cuore, ma le mani, i piedi e il cuore di tutte le creature, affinché la luce della consacrazione le raggiunga tutte.
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